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Esagerazioni e intolleranza internet

marzo 13, 2009

Non riesco a distaccarmi dal sociale… che sia perchè viviamo tutti a contatto con qualcun altro che pensa e vede le cose in modo diverso da come le vediamo noi? (non mi sto riferendo a rapporti moglie/marito, anche se penso che potrebbe essere un esempio). E mi son lanciato contro Golia…

A volge ci sfuggono i bit...

A volge ci sfuggono i bit...

Se parlassimo solo con in numeri saremmo però delle macchine, e se ci scappasse un bit… GURU MEDITATION (caro vecchio Amiga!!!). Insomma sono andato a caccia del bit mancante e (cari buon google e wikipedia) ho trovato una bellissima Technical library dell’American Institution of Steel Construction.

Sono andato a curiosare su Fire e temperature effects . Direi una serie di interessantissimi articoli che riguardano proprio le discussioni, i calcoli e i commenti sul mio post precedente (poco piú sotto, quello sul debunking… chiaro che sono contro certi giornalisti!).

Ragazzi, qui si entra in un campo delicato: bisogna leggere MOLTO ATTENTAMENTE e capire le differenze tra la temperatura di un incendio (essenzialmente quella dei suoi fumi) e la temperatura dell’acciaio con cui sono costituite le colonne. Questi documenti sono ufficialmente pubblicati in modo completamente indipendente dai fatti dell’11 settembre (almeno così rispondono ad una FAQ). Leggetevi anche alcune definizioni: massa termica, flash over, temperatura di un incendio,…
(mi sarebbe piaciuto vedere la versione pre 2001 di alcune delle definizioni… nessuno ha in archivio qualcosa? Io ho i log di attività di rete della tratta MI-NY in quella settimana!)
Quando leggete le varie temperature, tenete sempre a mente lo squarcio provocato dall’aereo nelle facciate dell’edificio… e che ci sono foto e filmati di persone vive che sventolano “stracci” dagli squarci interessati, dove le temperature sarebbero “mortali” per l’acciaio.
Premete MIX e ditemi voi, seriamente cosa ne pensate…

PS: pur tollerando TUTTI gli eventuali commenti, sappiate che valuterò con l’áccetta tutto ciò che DOVRETE CITARE DEI TESTI ORIGINALI DEI DOCUMENTI, e se ne fate un uso o una interpretazione sbagliata NON ESITERO’ A DENIGRARVI! Uomo avvisato…

PPS: agli amici di undicisettembre voglio far presente che le temperature cui si fa qui riferimento sono in gradi Fahrenheit: °C = (°F − 32) / 1,8 –> 1000 °F = 537,78 °C. Per favore… fate attenzione a cio’ che è aria e cio’ che è acciaio… e anche al tempo!!!

PPPS: Io non vorrei mettere i link, ma a questo punto per onor di precisione devo… in realtà dovreste cercarli voi e farvi voi le idee… io potrei sempre proporvi un link che mi da’ ragione e lasciarvi ignoranti a riguardo di ciò che mi è scomodo! Guardate che succede da parte di gente di cui magari vi fidate!

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11 commenti

  1. No, la temperatura negli incendi domestici può essere decisamente superiore. 500C° è solo la temperatura alla quale si innesca il flashover.

    [link tolto – era di un sito non ufficiale]

    http://www.ceiuni.it/tc89/curva.html

    http://www.promozioneacciaio.it/fuoco_incendio_incendio.php


    • Nelle dispense che ho linkato è chiaramente indicato il tempo in minuti, con tanto di esempi di materiale infiammato (hanno dato fuoco a degli edifici – che comunque andavano demoliti – proprio per verificarne in modo REALE il comportamento).
      Il materiale che tu hai inviato (interessante tra l’altro) contiene una quantificazione di temperatura in un ambiente chiuso, la variabile tempo è usata per discriminare in un esperimento di laboratorio l’approccio strutturale di resistenza ad un incendio.
      Per favore, cerca il valore di resistenza (REI) delle travi orizzontali (ovvero dei pannelli prefabbricati) che formavano i piani del WTC1 e del WTC2. Riprendiamo la discussione da li’, se vuoi. Per tua informazione: per produrre sforzo nella struttura bisogna avere un qualcosa che si oppone dall’altro lato, ma i pannelli orizzontali dei piani erano eventualmente liberi di espandersi nel vuoto (visti gli squarci dal lato di entrata), quindi se si sono espansi alla maglia strutturale non hanno essenzialmente prodotto nulla.
      I documenti del link che ho riportato sono del 1967 perchè ritengo che questi siano stati gli standard adottati durante la costruzione delle torri. Ovviamente chi si legge tutta la biblioteca technica, ottiene informazioni più aggiornate, ma applicate (ahimè) solo in costruzioni successive alle 2 torri.


  2. Per tua informazione: per produrre sforzo nella struttura bisogna avere un qualcosa che si oppone dall’altro lato, ma i pannelli orizzontali dei piani erano eventualmente liberi di espandersi nel vuoto

    No. I piani erano vincolati alle colonne perimetrali.


    • Mmm… hai omesso di riportare visti gli squarci sul lato di entrata.

      Cioè dove sono entrati gli aerei che hanno danneggiato (eliminato come termine va bene?) la resistenza dovuta alle colonne esterne.

      Per favore non riportare in parte (ma è una cosa tipica) frasi che ho scritto, togliendole dal contesto! Anzi non riportarle proprio, tutti sono in grado di leggersele da soli nel testo del post. Grazie.


  3. Cioè dove sono entrati gli aerei che hanno danneggiato (eliminato come termine va bene?) la resistenza dovuta alle colonne esterne.

    Per favore non riportare in parte (ma è una cosa tipica) frasi che ho scritto, togliendole dal contesto! Anzi non riportarle proprio, tutti sono in grado di leggersele da soli nel testo del post. Grazie.

    Allora lo riporto tutto. Se il solaio era ancora lì, vuol dire che a qualcosa era ancora attaccato, e se ti dessi la briga di verificare come era costruito, ti accorgeresti che hai detto una stupidaggine.


    • Ma ti avevo detto di non riportare alcunchè… tu leggi proprio tutto e capisci tutto quello che leggi, vero?

      se il solaio era attaccato da un lato (e mi fa piacere che lo affermi tu), e dall’altro c’e’ il buco…


  4. Ma ti avevo detto di non riportare alcunchè… tu leggi proprio tutto e capisci tutto quello che leggi, vero?

    se il solaio era attaccato da un lato (e mi fa piacere che lo affermi tu), e dall’altro c’e’ il buco…

    Continuo a citare perché così indico subito a quale frase mi riferisco, e dal momento che pensi che stia estrapolando dal contesto (cosa non vera), accetto il tuo pur legittimo fastidio e cito tutto quanto. Almeno non mi potrai accusare di prendere solo quello che voglio delle tue parole.

    Ora mi dici che non vuoi né citazioni enormi né frasi singole?

    Dediciditi, diamine!

    Dal canto mio la frase citata mi serve per sottolineare le cose che dici, soprattutto quando sono sbagliate.

    Se, infatti, invece che questionare sulle citazioni, ti prendessi la briga di controllare come erano costruiti i solai, in rapporto agli incendi e alla dinamica del crollo, ti accorgeresti della stupidaggine che hai detto.

    La ricostruzione (completa di testimonianze video e filmati) mostra il piegamento all’interno delle colonne perimetrali, piegamento che ha a lungo termine causato il crollo e che è stato provocatoa causa dell’incurvamento verso il basso dei solai, causato dalle fiamme. Ora, tenendo conto che i solai erano divisi in sezioni, e quindi le parti lato impatto avevano poco gioco in questo fenomeno, e che le colonne che hanno ceduto al momento del crollo erano quelle integre, quindi non quelle divelte dall’aereo, mi spieghi perché continui a parlare delle parti di solaio che erano state divelte al momento dell’impatto?


  5. (completa di testimonianze video e filmati)

    E.C.

    Testimonianze video e fotografiche.


    • Stavo parlando dei solai (o di quella parte di solai) non più “agganciata” alle colonne esterne divelte dall’aereo.


  6. Stavo parlando dei solai (o di quella parte di solai) non più “agganciata” alle colonne esterne divelte dall’aereo.

    Estatto, stai parlando di una parte della struttura che ha avuto poco gioco nel determinare il collasso dlel’intera struttura.


    • Eh no! Proprio nei piani con i solai parzialmente distrutti si è sviluppato l’incendio…



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